Quando morirò, seppellitemi
su un tumulo,
in mezzo alla vasta steppa,
nella mia cara Ucraina,
affinché i campi sterminati,
il Dnipro e le rupi
si possano vedere, si possano udire,
come ruggisce il fragoroso.
Quando porterà dall’Ucraina
al mare azzurro
il sangue nemico… allora io
lascerò
campi e monti —
abbandonerò tutto e volerò
fino a Dio
a pregare… ma fino ad allora
io Dio non lo conosco.
Seppellitemi e poi levatevi,
spez-zate le catene
e con il sangue nemico, crudele,
aspergete la libertà.
E me, nella grande famiglia,
nella famiglia libera e nuova,
non dimenticate di ricordare
con una parola buona e silenziosa.