Alatri, 27 settembre 2022
Buongiorno e grazie a tutti Voi, per essere qui in questo giorno, insieme.
Perché io sono qui oggi in Alatri?
_ Perché ho conosciuto Tarcisio Tarquini, “uomo d’onore… NON … come Bruto”.
_ Perché le mura vostre sono di Ciclopi. Mio padre, per me, era un Ciclope. Poi, lo divenne Gianni Toti. Solo per me, è ovvio. Senza l’Edipo che Freud o altri volessero rievocare. Un po’ di strada la conoscenza ha fatto, per leggere anche in diversi modi. Molteplici Visioni, sono le vostre, che oggi saranno inaugurate insieme ad altre che già ci sono.
_ Perché ho seguito per una lunga vita, sapendo e non sapendo, la prima grande domanda che fin da molto piccola, guardando il mondo, mi sono fatta: “Com’è che vive così male l’uomo?”
_ Perché è qui che io vorrei venire, fermarmi, per scrivere in finale forma, la storia che scrivendoinversi si è costruita. Giorno dopo giorno. La terra ultima, in cui per un lontano tempo ho vissuto e ora mi sta vivendo, il Friuli è il luogo dell’inizio. Soltanto là ri-abitandovi, guardandomi intorno e dentro, si è concluso l’intero cerchio della mia vita.
_ Perché, in Alatri, si trova una Acropoli, luogo da cui si vede volere e tentare di conservare acceso l’umano fuoco, la conoscenza, la dea prima, per la pietà dell’uomo per l’uomo.
Ora, se questo a me potesse accadere, il mio sostare-respirare-spirare qui in Alatri, ai cittadini alatrensi tutti, donando ciò che a me rimane, aggiungerei ancora un altro grazie, unito al primo che già da solo è massimo ringraziamento.
Pia Abelli Toti