Notte quieta, Signore, lunare, stellata!
Chiara, tanto che si potrebbero raccogliere aghi…
Esci, amata, stanca del lavoro,
Anche solo per un momentino nel boschetto!
Sediamoci insieme qui sotto il viburno —
Io sopra di te veglierò…
Guarda, mio pesciolino, — come un’onda d’argento
Si stende la nebbia sul campo. (…)
Il cielo immenso è cosparso di stelle —
Che bellezza divina!
Anche sotto i pioppi brillano perle-stelle,
Gioca la rugiada perlata.
Non temere che i tuoi piedini delicati
Si bagnino nella rugiada d’argento:
Io, fedele, fino alla casetta
Ti porterò io stesso tra le braccia.
Non temere di avere freddo, cignetta:
C’è caldo — né vento, né nuvole…
Ti stringerò al mio cuoricino,
E subito si accenderà come brace;
Non temere che qui qualcuno ascolti
La tua quieta conversazione:
La notte ha fatto addormentare tutti, ha avvolto nel sonno —
Neppure un fruscio nel boschetto! (…)