INTRODUZIONE
La raccolta di INTERVISTE a DONNE che presentiamo mira alla ricostruzione della vita personale di relazione familiare e sociale in un tempo di transito, tra il prima e l’immediato dopo dell’ultima grande guerra europea, la “II guerra mondiale’, 1939-1945.
L’intervallo di tempo in cui le intervistate sono nate è compreso tra il 1938 e il 1943. Nel ‘dopo’, quasi un tentativo del ‘prima’ di fatto, lo si avverte o aspetta per lo più come un continuum degli usi e costumi precedenti. Il boom economico non è ancora apparso, almeno con evidenza. Avverrà negli anni immediatamente seguenti. Soprattutto per coloro che ne sono figli e in particolare ‘figlie’.
Il mio compito nelle interviste è stato quello di conduttrice, che si avvale della formazione e professione di psicologa-psicoanalista psicoterapeuta, aperta alle attuali psico-cognitive-evoluzionistiche conoscenze, e operatrice culturale.
Risiedo in Alatri da circa un anno e mezzo. Chiara Panniello, che mi accompagna presta il servizio civile presso la Biblioteca Totiana della Associazione culturale Gottifredo di Alatri e gestisce le videoriprese. Raffaella Sanità ha collaborato alla trascrizione del parlato I contenuti delle Interviste, insieme ad alcuni estratti delle videoriprese, seguiranno questo scritto di apertura.
ALATRI PERDUTA
Lentamente sentivo emergere in sottofondo un LAMENTO. Presente soprattutto nelle donne più vecchie. I maschi non debbono, quindi non possono, mostrare i loro sentimenti, o non tutti i sentimenti. In quel nemmeno detto, sovente nemmeno noto, possono celarsi caldaie di vulcani-mostri. Piangeva sommessa eppure costante una voce corale per ALATRI PERDUTA . Spontanea sorse la domanda: A quale tempo va il sentimento, la memoria che muove dal triste fondo? Quando, perché, cos’è accaduto? Il tempo della perdita non poteva essere molto lontano, se vissuto da gente ancora in vita e più o meno della mia età. A un anno poco più da residente, mi avvicinai aprendomi a quelle voci. Guardavo, ascoltavo. Si raccontava di una vita molto ‘diversa’. Viva, popolata, più intensa, piena di persone insieme, indaffarate. Alatri punto di incontro scambio, centro riferimento per un vasto territorio.
Il Gregorovius, nelle sue Passeggiate per l’Italia, era l’800, scrive di Alatri: “… è il centro di industria e commercio dei monti Ciociari, vi si fabbricano stoffe, tappeti, coperte di lana e quei cappelli a punta che sono in uso in tutto il Lazio….” Si sa che in generale i resoconti, anche racconti, sulla vita pubblica sono scritti da uomini. Prediligono le guerre, la storia in senso stretto o lato degli scontri, le storie di personaggi, gli eventi di rilievo, i monumenti, le opere d’arte. Il privato, la vita usuale del quotidiano, nelle famiglie, nelle comunità non sono il loro fuoco d’interesse. Per conoscere di più, di un più ‘dentro’ diventava per me utile, se non necessario, chiedere a donne, più adatte e documentate ai fini della nostra ricerca.
Il periodo in cui guardare diventava l’intorno dell’ultima guerra, 1939-1945. Le guerre segnano un prima, un durante e un dopo. Le intervistate, nate prima o durante l’evento, avevano il mandato di ricostruire l’intera storia di quel ridotto tempo, senza oltrepassare la metà degli anni Cinquanta, descrivendo ogni aspetto della vita personale, familiare e sociale. A loro affidavo il compito di ricostruire anche gli aspetti considerati ufficialmente non di primo piano.
Le donne sono le addette alla vita di un regno minore, secondario per la rilevanza-fama della collettività. Molti grandi romanzi dell’800 possono rivelarsi ricchi di storia a tutto campo. Le guerre presenti quasi sempre. Si narra che gli eserciti tenessero nelle retroguardie gli addetti ai servizi di basso rango, pur essenziali. Là c’erano le donne, addette a tanti e ‘svariati’ compiti (le multitasking eternanee). In uno specifico resoconto, la campagna napoleonica d’Egitto (1798-1801), si riporta che l’ordine era: “Les ânes e les savants au centre”, gli asini e i sapienti al centro. Mezzi di trasporto e strumenti-soggetti di conoscenza al riparo, finché efficaci. Le donne posizionate insieme ai sotto ranghi. Nel tempo in forme diverse, ma always (in lingua dominante dopo il francese) et en arrière.
Tornando al nostro obiettivo, Il lamento per Alatri perduta, i possibili punti critici di rilevanza in quel passaggio fatale per la città potrebbero essere stati: La guerra ultima, i ‘confini’ temporali di influenza con i suoi prima, durante e dopo, a volte ravvicinati, almeno in questo caso. Il ‘cambiamento’ successivo fu esito inevitabile. Attivo, incalzante, difficile da valutare e prevedere nella sua portata. Da aggiungere nel caso nostro, elemento tutt’altro marginale, l’immediato boom economico. Un salto qualitativo e quantitativo notevole, improvviso, veloce, dovuto alla fornitura di ingenti risorse da parte degli USA. Alleati determinanti nella guerra, motivati da ragioni di equilibri che oggi diremmo ‘geopolitici’. Un apporto di beni non dovuto a una nostra produzione propria dall’interno. Risorse usate diversamente nelle tante regioni italiane che hanno storie lunghe e molto differenti alle spalle. La forza risultante da tutte le componenti agenti insieme potrebbe essere stata tale da provocare una faglia, spaccatura temporale tra due mondi, ante e post. Uno slittamento-strappo non sanato, nel ritmo, nei destini personali, nel sentire, nel disporre di sé e degli altri. Una diversa organizzazione anche urbanistica e nella vita personale e collettiva dell’intera popolazione.
Va aggiunto inoltre che il cambiamento presuppone una capacità di adattamento. Caratteristica che dovrebbe consentire al mondo e ai suoi abitanti di qualunque specie di modificarsi senza stravolgere la loro natura o di estinguersi. Ma la specifica capacità di adattamento quanto può sanare? In un tempo così limitato e in cui si stravolgono l’ambiente intero, i ritmi, i valori presenti nelle relazioni, con sé, con gli altri, con il mondo. Dati recenti parlano anche di capacità di adattamento culturale, funzione del livello culturale dei soggetti coinvolti o travolti nel processo.
Queste le premesse e forse conclusioni in questa fase e messe in evidenza nella mia esplorazione-riflessione. Debbo alle interviste di alcune generose e coraggiose ‘donne’ di Alatri, che hanno accettato il compito, l’indagine che posso offrire a chi vorrà attingere. Senza di loro: Niente. Insieme abbiamo vissuto un viaggio all’indietro nel tempo, con alcune memorie comuni che ci hanno consentito le necessarie sintonie e che hanno favorito la comunicazione per giungere a una comprensione, si spera, della odierna storia e condizione generale nostra italiana, non solo Ciociara. Un affondo inaspettato in questo luogo che sta diventando il ‘dove io sono’.
Compagna mi è stata la speranza di popolare immaginando l’Alatri perduta, immergendomi nei loro racconti, per ritrovare le strade e piazze e case alatresi, i suoi abitanti in movimento. Un tempo che le intervistate avevano vissuto in famiglia, nel circostante ambiente, nell’intreccio dei rapporti più riparati (mediati dal costume storico di un ‘lunghissimo tempo del tutto particolare rispetto alle altre regioni italiane’).
Alatri è in Ciociaria, uno dei territori di grande prestigio per una Storia, ora Italiana, che lo rende ‘unico’ nel nostro panorama. Fu proprietà dello Stato Pontificio Romano, con Potere Spirituale e Temporale congiunti, a partire dal 751 d.C. fino al 1870 (oltre millecento anni filati interi, sono tanti!). Vigevano le leggi e norme di Santa Romana Cattolica Chiesa. Ben quattro papi ebbero i natali in questa terra.
La ricostruzione che presentiamo in forma estremamente sintetica (a noi preme almeno all’inizio giungere a uno schema guida) ci fa sperare che a questo sguardo limitato possa seguire una ricerca idonea a fini sociologici, storici, economici, statistici. Impostata e realizzata secondo linee e competenze contemporanee valide ai fini di una corretta informazione. L’esito, se positivo, sarebbe già un pregio.
È nostra intenzione fare sì che le interviste stesse consentano ai lettori e alle lettrici riflessioni e nuove indicazioni di esplorazione e interpretazione della storia di questa città e della condizione attuale. Sarà la vostra storia personale, memoria, informazione, conoscenza ed esperienza a fare la differenza nel guidarvi nella lettura per costruire un vostro pensiero personale aperto. Un dato di rilievo, utile anche ad altri fini, è la sensibilità mostrata dalle donne nel mettere in risalto l’essenzialità della vita di relazione. La pena per la sua evidente contrazione, fortemente sentita, riguardo i contatti scambi che garantiscono bisogni primari essenziali alla vita. Relazioni altre dalle strutture familistiche, spesso presenti ancora dove possono resistere, che muovono e portano a differenti risultati.
Va considerato che alla radice di ogni nostro movimento regina è la paura. La differenza può essere portata anche dal livello culturale dei singoli e dei gruppi. Emerge da sé, dalle informazioni raccolte, l’antica posizione sociale di esclusione pubblica del mondo femminile, soprattutto nell’ambito dell’istruzione, da tempo immemorabile imposta resistente. L’inclusione, di cui si parla, dovrebbe essere favorita non fosse che ai fini di un vantaggio economico e anche evolutivo generale, ritenuto ormai necessario con beneficio che ricade sull’intera comunità.
A note marginale, debbo riportare che per altre ragioni è stato continuativo il rapporto con settantenni maschi. Mi sono accorta che il lamento per Alatri perduta non appare in quella fascia. In primis per l’età, nati nel dopoguerra. In loro lo scontento, quando c’è, sembra derivato per lo più da vicende pubbliche-politiche-professionali-sociali che risalgono a più tardi. Aspettative forse non realizzate a pieno, spesso nate sull’onda di sogni aperti e dissolti nell’arco ultimo della nostra storia. Sogni quasi svaniti se non ridimensionati drasticamente con la fine del ‘900. Nelle donne della loro età, se scontento c’è, viene da condizioni di fatto. Come se non avessero riferimenti comuni condivisi sociali da cui trarre un malcontento. Il loro tempo un tempo di solo faticoso transito a servizio.
Le INTERVISTE che fanno parte del PROGETTO _ ‘PENSARSI DONNA’, avviato nel luglio 2024 e costituiscono il primo step tra quelli previsti e illustrati. Il Progetto lo troverete allegato. Al suo inizio si trova riportato uno stralcio tratto dal libro Il dominio maschile, di Pierre Bourdieu, Feltrinelli 1998. Un autore tornato alla memoria che tratta del rapporto tra Dominati e Dominanti, modello sempre attivo presente, con differenze più o meno evidenti, ben riconoscibili, anche se in alcuni casi più controllate e nascoste.
Si mostrano sudditanze, gerarchie, delusioni presenti in tutti (maschi e donne), pochi ne sono consapevoli. Una rappresentazione della storia umana assai poco ricercata, quasi volutamente nascosta o evitata. Si usa dire che ‘la verità fa male’. Non si dimentichi che il non riconoscerla colpisce duramente e di più, senza sapere se colpisca sé o l’altro, dentro o fuori.
Le Conclusioni fatte emergere nell’insieme di questa introduzione rispondono all’intento di lasciarvi condizionati il meno possibile di fronte alle interviste e agli materiali. In seguito si potrebbero organizzare incontri post lettura, se richiesti.
‘PENSARSI DONNA’ è anche diventato il titolo contenitore di tutto ciò di cui mi sto occupando e che metto a disposizione da quando vivo qui.
Ne fanno parte:
1. Un insieme di INCONTRI, 2024, gestiti da donne, alcuni avvenuti nel corso dell’anno, altri ne seguiranno, con protagoniste DONNE, aperti a tutti.2.Un premio, intitolato DONNE in CAMMINO_ riconoscimento di merito – marzo 2025 _ È già varato, a favore delle alunne delle Elementari che si sono distinte nelle materie STEAM (materie che fanno parte dell’approccio educativo che integra le discipline scientifiche: Science, Technology, Engineering, Mathematics con le arti_Art). L’obiettivo nell’introdurre e diffondere queste conoscenze consiste nel favorire un apprendimento interdisciplinare, che muove la creatività, il pensiero critico e la risoluzione di problemi complessi. Sono l’unico nuovo linguaggio disponibile e formativo dall’inizio, capace di muovere innovativamente tutti gli altri linguaggi.
3. Un Progetto (da presentare in autunno) e intitolato: ‘Ricerca e formazione insieme’. Concerne la formazione di insegnanti perché possano consapevolmente e con le necessarie conoscenze e motivazioni affrontare il tema ‘Istruzione alle ‘donne in primis’. Un contributo che punta a diminuire il divario oggi ben documentato, storicamente accumulato, portatore un consistente gap tra i due mondi contrassegnati dai maschile e femminile in uso. La formazione insieme comprende una ricostruzione della storia dell’istruzione nella scuola, nella famiglia, nella religione. Di conseguenza anche la storia dell’istruzione femminile nel mondo, dalla preistoria fino alla storia contemporanea”. I testi recenti, scritti da autori avvalorati, sono già pronti, letti e messi a confronto con quanto oggi sta avvenendo. La formazione di un primo gruppo di insegnanti potrebbe renderli capaci da fungere da formatori a loro volta. Ci si potrebbe di tanto in tanto avvalere di esperti per l’attività laboratoriale.
4. Il volume tentando il presente, pia abelli toti, edito da La conchiglia di santiago, 2024. Un mio libro di scritti nel tempo alatrense, che meglio rappresentano ciò che mi muove a vivere e partecipare alla vita di questa comunità.
5. Il PROGETTO “pensarsi donna”, 2024, a cui abbiamo già fatto riferimento e allegato in fondo, è stato la prima proposta di un ‘lavorare insieme’ organizzata in un Progetto articolato e ancora aperto.
Desidero aggiungere due Note ultime, per ribadire l’importanza che assegno alla Conoscenza ai fini di due principi, da acquisire come primi e imprescindibili nel mondo: Rispetto assoluto della vita e l’operare per diffondere Il sentimento della pietà. Quella capacità di sentire, provare e poi mettere in atto nella relazione. Sentimento che se non appreso e vissuto nei primi tempi della vita, difficilmente si conosce e potrà fare da guida.
Nota I _ L’Istruzione, di tutti nel mondo e della ‘donna’ in particolare, quindi la Scuola, sono ambiti che stanno assumendo una urgenza non immaginata prima. Nell’ultimo anno forse con maggiore evidenza, considerando gli eventi di cui veniamo informati continuamente.
Nota II _ Avendo parlato di cambiamento, si consideri che all’incirca nella seconda metà degli ultimi cent’anni sono avvenuti due grandi cambiamenti: A _ La guerra 1943-’45 con l’immediato boom e il cambiamento (faglia, difficoltà di adattamento) di cui abbiamo qui scritto. B _ L’ingresso della tecnologia e dell’AI, così evidente a tutti da poco. È probabile che sia in atto uncambiamento globale (forse epocale), che agisce ovunque. Le interviste riportate possono essere documenti validi per innescare una ricerca diffusa e capillare su temi che ineriscono la sopravvivenza in generale, non solo la qualità della vita.
La Conoscenza è il primo, se non l’unico, strumento di adattamento caratteristico dell’uomo. Comprende il corpo, l’ambiente, tutto ciò che con noi è in relazione.Ad essa si accede tramite la Scuola che dovrebbe fornire l’Istruzione a tutti. Una Scuola adeguata ai nuovi scenari, linguaggi, saperi. L’esito, la nostra sorte non sono mai garantite. Certamente dipendono, non importa quanto, anche dalle risposte che l’uomo saprà e tenterà di darsi strada facendo.