«Guarda, amore mio, guarda —
Nei miei occhi c’è la primavera!» —
Così mi disse un tempo
La bella incantatrice.
E io guardai nei suoi occhi…
Ma dai suoi occhi
Rideva il freddo — Dio mio! —
Di notti senza stelle.
«Bacia le labbra, bacia la fronte…»
Diceva ancora. —
«Io, come la fonte castalia,
Ispirerò il tuo amore!»
E io, nel delirio dei sogni dolci,
Mi accostai alle labbra e svenni —
Quella bevanda di baci
Mi avvelenava, mi avvelenava.
«Stringi, amore mio, stringi!
Premimi al cuore!
Nelle mie braccia — felicità, paradiso
E sogni, sogni rosati…»
Io udii quel sussurro già attraverso il sonno,
Nell’abbraccio delle bianche braccia —
E morivo, come Laocoonte,
Nella stretta di due serpenti.