Pensarsi donna

Scritti di Pia Abelli Toti

CONTATTI: piaabellitoti[@]gmail.com

Progetto a cura di Silvia Moretti

I cigni della maternità (Vasil Symonenco); tradotta e pubblicata da Yuliia Vasylyshyn

Sognano con ali di nebbia i cigni rosati,
le notti spargono nei limani stelle color di ceralacca.
La fiaba guarda al vetro con occhi canuti,
dietro le spalle porta la buona carezza materna.

Oh, fuggi, fuggi, amarezza, non tornare a casa,
non ti lascerò cullare la culla di mio figlio.
Venite alla culla, cigni come sogni,
scendete, stelle quiete, sulle ciglia del figlio.

I galli turbavano il buio con i loro gridi,
i cigni danzavano in casa, sul muro,
sbattendo le ali e piume rosate,
solleticando il miraggio con dorate costellazioni.

Crescerai, figlio mio, ti metterai in cammino,
con te cresceranno le ansie assopite.
Nei crepuscoli ebbri, ninfe dai neri sopraccigli
attenderanno la tua tenerezza e il tuo amore.

Ti chiameranno nei giardini verdi
le spose prodigio dei ragazzi dal ciuffo scuro.
Puoi scegliere amici e moglie,
ma non puoi scegliere la Patria.

Puoi scegliere un amico e un fratello nello spirito,
ma non puoi scegliere la madre che ti ha dato vita.
Ti seguiranno sempre nel tuo vagare
gli occhi materni e la casa bionda.

E se cadrai su un campo straniero,
verranno dall’Ucraina salici e pioppi.
Staranno sopra di te, fremendo di foglie,
solleticheranno l’anima con il dolore dell’addio.

Si può scegliere tutto al mondo, figlio mio,
ma non si può scegliere la Patria.