Pensarsi donna

Scritti di Pia Abelli Toti

CONTATTI: piaabellitoti[@]gmail.com

Progetto a cura di Silvia Moretti

Acropolensis fole

Sul vessillo dell’Acropoli
batte il sole a mezzogiorno
solitario un ciaramello
sta inviando un cupo affondo
mal segnale il suono in fa

Muove il vescovo appesantito
stanco e muto sulla mula
pensa il dì che il papa venne
nel vicino suol di Anagno
del superbo al cospetto

Il cozzar di mille antenne
eran coro pel banchetto
quando il dorso della mano
su quel volto si calò

Triste incubo il ricordo
grande duolo la visione
tutto a un tratto lo ingoiò

Vide vero un corsier nero
sentì sé balzar in arcione
e lontan d’ogni sentiero
trasportato si trovò

Lo seguía de’ suoi scudieri,
il piú vecchio ed il piú fido
emettea d’angoscia un grido:
Sacro vescovo di Ciòcia-ria,
dove vai tanto di fretta?
Tornerem, sacra corona,
a la domus che ci aspetta?

Mala bestia è questa mia,
mal cavallo mi toccò:
Sol la Vergine Maria
sa quand’io ritornerò

Altre cure su nel cielo
ha la Vergine Maria:
sotto il grande azzurro velo
ella i martiri covria
ella i martiri accoglieva
de la patria e de la fe’

Là dal nordico confino
che mai sorge in vetta al monte?
Non è il sole, è un bianco velo;
non è luna, è un ampio manto
luminosa in un sorriso
di pietade e di splendor:
della Vergine è il santo viso
é la Libera Madonna
che il vegliardo stralunato
fuor dall’incubo portò

21 agosto 2025